Edifici nzeb: significato, vantaggi, caratteristiche

Edifici a energia quasi zero (NZEB): lo standard che sta ridisegnando l’edilizia

Scopri cosa sono gli “edifici a energia quasi zero”, il punto di riferimento per la progettazione delle nuove abitazioni nel nostro Paese.
12.03.2026 /
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Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di edifici NZEB, in particolare quando si affrontano temi come efficienza energetica, sostenibilità e nuove costruzioni. Ma cosa significa davvero questo termine e perché è diventato così importante nel settore edilizio? Gli NZEB sono oggi il punto di riferimento per la progettazione delle nuove abitazioni e rappresentano un vero e proprio requisito normativo. In questo articolo vedremo insieme di cosa si tratta, le loro caratteristiche e che vantaggi offrono.

Il significato di NZEB: cos’è un edificio a energia quasi zero

L’acronimo NZEB sta per Nearly Zero Energy Building che, tradotto, significa “edificio a energia quasi zero”. Indica quindi un immobile caratterizzato da prestazioni energetiche molto elevate, con un fabbisogno di energia estremamente ridotto. Si tratta di edifici progettati e realizzati con l’obiettivo di ridurre al minimo il fabbisogno energetico, coprendo la quota residua di energia attraverso l’impiego di fonti rinnovabili, prodotte in loco o nelle vicinanze.

Questo standard rappresenta oggi un riferimento fondamentale per la progettazione e la realizzazione degli edifici. L’obiettivo è ridurre drasticamente i consumi e le emissioni, contribuendo al percorso di decarbonizzazione del settore edilizio europeo.

La Direttiva NZEB e la normativa in Italia

Il concetto di “edificio a energia quasi zero” nasce all’interno della normativa europea con la Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD). In Italia, il quadro normativo sulla prestazione energetica degli immobili parte nel 2005, con il D.Lgs. 192/2005, disciplina che è stata poi aggiornata dal D.L. 63/2013, convertito nella legge 90/2013, che ha recepito le indicazioni della direttiva EPBD sopra citata. Un passaggio centrale è poi avvenuto con il DM 26 giugno 2015, noto come Decreto Requisiti Minimi (recentemente aggiornato con il DM 28 ottobre 2025, che entrerà in vigore dal 3 giugno 2026), che stabilisce le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e i parametri tecnici che un immobile deve rispettare per essere considerato NZEB.

Quando un edificio deve essere NZEB in Italia?

A partire dal 1° gennaio 2021, in Italia vige l’obbligo di realizzare edifici a energia quasi zero (NZEB) per tutte le nuove costruzioni e per gli interventi di demolizione e ricostruzione, come previsto dal recepimento della Direttiva 2010/31/UE. Per gli edifici pubblici l’obbligo era già in vigore dal 31 dicembre 2018, mentre alcune regioni italiane hanno anticipato le scadenze attraverso normative locali.

Lo standard NZEB rappresenta quindi il riferimento minimo per la progettazione delle nuove costruzioni, inserendosi in una strategia più ampia di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni nel settore edilizio, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione. Ogni nuovo edificio è dunque tenuto a rispettare requisiti energetici molto elevati, ottenuti attraverso la combinazione di un involucro edilizio altamente efficiente, impianti tecnologici ad alte prestazioni e l’integrazione di fonti di energia rinnovabile.

Le caratteristiche di un edificio NZEB

Non esiste una regola “unica” per progettare gli edifici NZEB, ma una serie di principi da seguire attraverso un approccio integrato. Vediamo alcuni degli aspetti che contraddistinguono questo genere di costruzione:

  • Minori consumi energetici rispetto agli edifici tradizionali, poiché gli NZEB sono progettati per rispettare elevati standard di efficienza.
  • Involucro edilizio altamente performante, studiato per limitare le dispersioni termiche attraverso un isolamento efficace, serramenti ad alta efficienza e un’accurata progettazione dei ponti termici. L’obiettivo è mantenere la temperatura stabile all’interno dell’edificio.
  • Impianti tecnologici a elevata efficienza, come sistemi di climatizzazione evoluti, ventilazione meccanica controllata (per la qualità dell’aria interna) e soluzioni per la produzione efficiente di acqua calda sanitaria.
  • Integrazione di fonti rinnovabili, resa possibile, generalmente, attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici, solari termici, sistemi eolici o soluzioni geotermiche.

Requisiti di un edificio a energia quasi zero

Un edificio NZEB deve dunque soddisfare i requisiti prestazionali indicati dalla Direttiva 2010/31/UE e definiti in Italia dal DM 26 giugno 2015, che fissa metodologie di calcolo e requisiti minimi energetici.

I vantaggi di questa tipologia di immobile

Gli edifici NZEB offrono diversi vantaggi sia dal punto di vista ambientale sia sotto il profilo economico e abitativo. La riduzione dei consumi energetici comporta minori emissioni di CO₂ e un impatto ambientale più contenuto. Allo stesso tempo, l’elevata efficienza energetica consente una riduzione dei costi di gestione dell’immobile nel lungo periodo e una diminuzione della dipendenza energetica dalla rete elettrica tradizionale. Non meno rilevante è il miglioramento del comfort abitativo, grazie a condizioni termiche più stabili, migliore qualità dell’aria interna e maggiore controllo dei parametri ambientali.

In prospettiva, queste caratteristiche possono rendere gli NZEB più competitivi e valorizzati sul mercato immobiliare.

Che differenza c’è tra un edificio NZEB e una casa passiva?

I Nearly Zero Energy Building e le case passive condividono l’obiettivo di ridurre al minimo i consumi energetici degli edifici, ma si basano su principi e criteri differenti.

Nella casa passiva, come si legge su Infonuildenergia, l’approccio si concentra sulla diminuzione del fabbisogno di energia per riscaldamento, produzione di acqua calda sanitaria e illuminazione, privilegiando soluzioni progettuali passive come isolamento termico elevato, sfruttamento della luce naturale e dei guadagni solari, ventilazione controllata, e ponendo grande attenzione anche alla sostenibilità complessiva e alla scelta dei materiali. Qui l’obiettivo principale è ridurre fin dall’inizio il fabbisogno energetico della struttura: da questo punto di vista, lo standard di una casa passiva prevede criteri progettuali più rigorosi rispetto alla normativa NZEB.

Qual è la differenza tra un edificio in classe A4 e un NZEB?

La classe energetica A4 e lo standard NZEB sono concetti spesso associati, ma differenti. La classe A4 rappresenta il livello più alto nella scala di classificazione energetica degli edifici prevista dall’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Lo standard NZEB, invece, è un requisito normativo che definisce le caratteristiche minime che le nuove costruzioni devono rispettare. In questo caso non si tratta di una semplice classe energetica, ma di un insieme di requisiti progettuali e prestazionali che riguardano vari aspetti.

Nella pratica, in genere, molti edifici NZEB raggiungono classi molto elevate – spesso A3 o A4 – grazie ai consumi ridotti e al contributo significativo delle energie rinnovabili.

Come rendere un immobile a energia quasi zero

La realizzazione di una struttura di questo tipo richiede un approccio progettuale integrato che coinvolge diverse figure professionali sin dalle prime fasi, con l’obiettivo di ottimizzare vari aspetti. Il principio fondamentale è ridurre il più possibile il fabbisogno energetico attraverso una progettazione sostenibile e bioclimatica: orientamento corretto, buon isolamento dell’involucro, sfruttamento dei guadagni solari, ventilazione naturale e sistemi di ombreggiamento. Dopo aver minimizzato i consumi, l’energia residua necessaria viene coperta tramite fonti rinnovabili e impianti ad alta efficienza. Le soluzioni progettuali devono adattarsi al clima locale, poiché un edificio NZEB progettato per zone calde presenta caratteristiche diverse rispetto a uno realizzato in climi freddi.

Come verificare se un edificio è NZEB

Per verificare se un edificio può essere classificato come NZEB è necessario valutare la sua prestazione energetica complessiva attraverso le metodologie di calcolo previste dalla normativa nazionale. In Italia la verifica si basa sui parametri stabiliti dal DM 26 giugno 2015. I tecnici abilitati analizzano, in particolare, diversi indicatori, tra cui l’energia primaria globale non rinnovabile (EPgl,nren), le prestazioni dell’involucro edilizio e il contributo delle fonti rinnovabili.

Quanto costa una casa NZEB

Le case NZEB possono comportare costi iniziali più elevati rispetto agli edifici tradizionali, a causa di vari fattori come materiali ad alte prestazioni, impianti efficienti e integrazione delle energie rinnovabili. Tuttavia, i minori consumi consentono nel tempo di ridurre le spese di gestione e di mantenere un buon valore dell’immobile. Ricordiamo inoltre che esistono Bonus edilizi dedicati anche all’efficientamento degli edifici.

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