efficientamento o risparmio energetico?
21.01.2021 /

Che differenza c’è tra efficientamento energetico e risparmio energetico?

Obiettivi non identici, ma fortemente connessi e che si raggiungono in molti casi attraverso gli stessi interventi

Può capitare che i termini efficientamento energetico e risparmio energetico vengano utilizzati per intendere le stesse azioni e gli stessi obiettivi tuttavia si tratta di due concetti diversi e che prevedono finalità differenti seppure legate tra di loro. Distinguere tra i due è importante anche perché vengono chiamati in causa in modo alternativo anche per l’ottenimento di bonus e agevolazioni. Entriamo quindi nel dettaglio per fare maggiore chiarezza.
 

Definizioni e differenze fra risparmio ed efficientamento energetico

Per questioni tecniche e normative in merito alla distinzione tra risparmio ed efficientamento energetico è opportuno fare riferimento alla direttiva europea 2012/27/CE che contiene una definizione dei due termini. In particolare il significato di risparmio energetico viene indicato come la “quantità di energia risparmiata, determinata mediante una misurazione e/o una stima del consumo prima e dopo l’attuazione di una misura di miglioramento dell’efficienza energetica, assicurando nel contempo la normalizzazione delle condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico”. La stessa direttiva definisce invece l’efficienza energetica come “il rapporto tra un risultato in termini di rendimento, servizi, merci o energia e l’immissione di energia”. L’efficientamento è legato al concetto di efficienza energetica in quanto consiste in tutti quegli interventi che comportano il miglioramento dell’efficienza stessa.

In generale l’efficientamento energetico si traduce nell’ottimizzazione dell’energia utilizzata: si ottiene lo stesso risultato impiegando una minore quantità di energia. Il livello di efficienza energetica di un edificio è indicato dal valore della sua classe energetica. L’efficientamento energetico comporta quindi risultati anche in termini di risparmio energetico.

Quest’ultimo tuttavia può essere perseguito anche in altri modi in quanto consiste in una riduzione dei consumi di energia e quindi in un ridimensionamento del fabbisogno energetico relativo a un determinato edificio. Anche l’introduzione di abitudini e comportamenti diversi, più responsabili ed eco-friendly, può quindi contribuire a generare risparmio energetico: tra questi possono rientrare un utilizzo parsimonioso dell’illuminazione e degli elettrodomestici e un uso attento e contenuto dell’impianto termico, sia per il riscaldamento che per il raffrescamento della casa.

Gli interventi di efficientamento energetico più comuni sono quelli di coibentazione e in generale quelli volti ad abbassare i livelli di dispersione termica, l’installazione di pannelli solari o di altri impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, la sostituzione dell’impianto termico – o di parti di esso – con sistemi più efficienti (per maggiori approfondimenti su questo argomento vi consigliamo la lettura di Riscaldamento ecosostenibile: ecco tra quali opzioni scegliere), la scelta, per l’illuminazione, di elementi a basso consumo.
 
Molti degli interventi realizzati per incrementare il risparmio energetico di un edificio sono oggetto di agevolazioni fiscali che ricadono nell’ambito del cosiddetto Ecobonus e nei più recente Superbonus 110%.

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