installazione stufa pellet
17.12.2020 /

Procedura e informazioni per installare una stufa a pellet

Come scegliere una stufa a pellet, normativa, cosa fare se non si ha la canna fumaria e se si abita in condominio

La stufa a pellet è ormai da diversi anni un sistema di riscaldamento molto gettonato sia per i significativi risparmi economici che, nella gran parte dei casi, consente di realizzare, sia perché la gran parte di questi impianti risulta meno inquinante di quelli tradizionali: il riscaldamento a biomassa rientra infatti tra i sistemi con un maggiore livello di sostenibilità ambientale. Tuttavia per installare in un edificio una stufa a pellet non basta acquistarne una: c’è infatti tutta una prassi da seguire, che prevede il rispetto di una stringente normativa e che riguarda tutti i diversi aspetti, dalla scelta alla messa in opera.

Come scegliere una stufa a pellet

Per scegliere una stufa a pellet vanno presi in considerazione molti diversi elementi alcuni dei quali possono essere valutati in modo discrezionale dall’acquirente, in particolare estetica e design, ma anche le dimensioni, tutti fattori da prendere in considerazione ovviamente anche sulla base del costo che si è disposti a sostenere.

Ci sono poi tutta un’altra serie di valutazioni da effettuare basandosi sulla consulenza e sui consigli di tecnici esperti in materia. Un professionista dovrà in particolare eseguire un sopralluogo nei locali che dovranno ospitare la stufa per stabilirne l’idoneità, individuare l’ubicazione più idonea del dispositivo e per stabilire la potenza termica necessaria. Il parere del tecnico sarà fondamentale anche per stabilire la tipologia di stufa: si può infatti scegliere tra stufa a pellet ad aria o ad acqua e optare o meno per le stufe canalizzate che attraverso un sistema appunto di canalizzazione permettono di riscaldare diversi ambienti della casa.

Normativa per le stufe a pellet

La norma di riferimento in questo caso è la UNI 10683/2012 “Generatori di calore alimentati a legna o altri biocombustibili solidi – Verifica, installazione, controllo e manutenzione”. Questa prevede in particolare l’obbligo di collegare la stufa a una canna fumaria per lo scarico dei fumi, scarico che deve avvenire sempre a tetto: a partire dal 2012 e quindi dall’entrata in vigore della suddetta normativa, non è infatti più consentito quello a parete, se non per impianti ad efficienza energetica particolarmente alta. La norma prevede anche disposizioni in merito alla distanza minima della stufa dalle pareti e da altri mobili, in merito alle prese d’aria e molto altro.

Canna fumaria e stufa a pellet in condominio

Chi abita in un appartamento o in condominio e non ha la possibilità di collegare la stufa a pellet a una canna fumaria deve quindi rinunciare a utilizzare questo sistema di riscaldamento? La risposta è no, in quanto esistono delle soluzioni alternative. Innanzitutto se il regolamento condominiale o l’assemblea di condominio lo consentono e se ci sono le condizioni per farlo è possibile installare una canna fumaria attraverso – secondo quanto è previsto per legge – l’apertura di una DIA ossia di una Dichiarazione di Inizio Attività.

Inoltre, anche nel caso in cui installare ex novo una canna fumaria fosse impossibile, è in molti casi possibile optare per le cosiddette stufe a pellet senza canna fumaria. Una definizione in realtà non del tutto esatta perché anche per queste tipologie di stufa le prescrizioni di legge sono le stesse e vanno rispettate, innanzitutto per ragioni di sicurezza e di salubrità dell’ambiente. La differenza sta nel fatto che al posto della tradizionale canna fumaria viene installato un tubo di scarico con diametro di 8 centimetri e fungo terminale. Questo tipo di stufa è caratterizzata normalmente da funzionamento per mezzo di tiraggio forzato.

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