casa elettrica
21.06.2022 /

Casa elettrica: cos’è, cosa comporta e quando conviene

Rinunciare al gas è possibile e a volte può rivelarsi anche molto vantaggioso

Casa elettrica al 100%, qualcuno inizia a sceglierla come soluzione abitativa, ma cosa significa nello specifico? La casa elettrica è quell’abitazione in cui si rinuncia completamente all’utilizzo del gas: è quindi solo l’elettricità ad alimentare impianti ed elettrodomestici e quindi a garantire funzionalità e comfort. Una scelta radicale, ma che, a determinate condizioni, può rivelarsi molto vantaggiosa in termini di riduzione dei consumi e quindi anche di risparmio economico.

Casa elettrica: caratteristiche

La casa elettrica è quella in cui si utilizza l’elettricità al posto del gas quindi le principali differenze rispetto a un’abitazione tradizionale riguardano il sistema di alimentazione dell’impianto di riscaldamento e quello dei fuochi della cucina. Una casa elettrica è dotata quindi di solito di una pompa di calore a servizio del sistema di riscaldamento, di un serbatoio di accumulo per l’acqua calda e del piano a induzione in cucina. La pompa di calore, a differenza della classica caldaia a gas, raggiunge un rendimento ottimale lavorando a basse temperature pertanto gli impianti ideali da abbinare a sono quelli che non richiedono temperature alte: si tratta in particolare degli impianti di riscaldamento a pavimento, a parete o a soffitto oppure, in alternativa, dei ventilconvettori o fancoil. I tradizionali radiatori, che necessitano di una temperatura di circa 70 gradi, non sono invece adeguati per l’associazione a una pompa di calore. La pompa di calore inoltre non è in grado di produrre acqua calda in modo istantaneo, come avviene con la caldaia a gas: per questo una casa elettrica è normalmente dotata di un serbatoio di accumulo per l’acqua calda sanitaria da almeno 200 litri, sufficienti per effettuare senza problemi almeno due docce consecutive. I piani a induzione – unica alternativa in cucina per avere una casa al 100% elettrica – oggi si trovano sul mercato a costi molto più accessibili rispetto a qualche anno fa e sono anche molto più versatili in quanto più facilmente installabili anche al posto di vecchi piani cottura a gas. Il piano a induzione ha inoltre una potenza molto elevata e quindi genera consumi importanti, ma consente anche una cottura molto più veloce e quindi il tempo di accensione dei fuochi è generalmente ridotto. Nel caso di conversione di un’abitazione ad elettrica – o di nuova costruzione – è bene valutare e scegliere con attenzione la potenza del contatore. La classica utenza da 3 kW potrebbe infatti non essere sufficiente ad alimentare contemporaneamente gli elettrodomestici, la pompa di calore e anche il piano di induzione: in alcuni casi è preferibile optare per una potenza da 4,5 o da 6 kW.

Casa elettrica quando conviene

Il primo elemento da tenere in considerazione, quando si valuta se realizzare un’abitazione elettrica o convertire ad elettrica la propria abitazione, è certamente il livello di isolamento termico: in abitazioni nelle quali questo parametro non sia elevato l’opzione elettricità al 100% è certamente da scartare sia per ragioni di funzionalità ed efficienza – in particolare l’impianto di riscaldamento rischia di non riuscire a svolgere il proprio compito in modo efficace – che economiche, visto che i consumi generati sarebbero molto elevati.
Se si intende eliminare il gas, sarebbe inoltre molto vantaggioso poter produrre autonomamente almeno parte dell’energia elettrica consumata: per questo la casa elettrica è molto spesso dotata di un impianto fotovoltaico o di un impianto solare termico che collabora alla produzione di acqua calda.

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