camino norma
14.12.2023 /

Come mettere a norma un camino

Il camino a legna, oltre che un diffusissimo metodo di riscaldamento domestico, è ancora oggi un vero e proprio simbolo di unità familiare e di accoglienza.

Con l’arrivo della stagione fredda, in tante case si accende il camino, e non soltanto per riscaldarsi. Il più delle volte, la presenza del fuoco riesce a impreziosire l’ambiente dando vita a una particolare e inimitabile atmosfera di intimità e relax. Va tuttavia ricordato che in diverse Regioni italiane è vietato l’uso dei camini aperti.

Quando si parla di camino si intende la parte verticale degli impianti di evacuazione fumi (da non confondere dunque con il caminetto). In questo senso il camino, così come la canna fumaria, non è altro che un condotto verticale posto a un’adeguata altezza dal suolo, installato allo scopo di disperdere nell’ambiente i prodotti della combustione. Cioè i fumi e le particelle che possono inquinare e far male alla salute.

Per poter accendere un camino è dunque fondamentale capire se esso sia del tutto a norma. Non si tratta solo di una questione burocratica. Il sistema respiratorio umano non è infatti in grado di filtrare il particolato emesso dalla combustione del legno, che penetra in profondità nei polmoni trasportando sostanze carcinogene. 

Bambini piccoli, anziani, donne incinte, fumatori e persone con malattie respiratorie sono soggetti estremamente vulnerabili che dovrebbero sempre far attenzione all’esposizione a un sistema di riscaldamento a combustione diretta di legna.

Inoltre, per ridurre l’inquinamento (nella fattispecie, le emissioni di polveri sottili, le cosiddette PM10) è da tempo vietato per legge l’uso dei caminetti aperti nei comuni al di sotto dei 300 metri di altitudine, con l’esclusione dunque dei comuni montani. Tale divieto viene imposto perché i caminetti aperti (quelli con il fronte del focolare, o braciere, aperto verso la stanza da riscaldare, per diffondere direttamente il calore della fiamma nel locale) producono emissioni troppo elevate di particolato e problemi all’interno delle abitazioni.

Come capire se il camino è a norma? 

Il caminetto classico può essere usato solo quando rispetta la normativa vigente, in modo che sia al 100% sicuro per chi abita l’ambiente e non produca troppo inquinamento atmosferico.

Per questo i prodotti della combustione incanalati nei camini devono, per norma, provenire da un singolo apparecchio. Tale apparecchio può essere un caminetto oppure una stufa a pellet. Non è consentito convogliare nello stesso condotto lo scarico dei prodotti della combustione di altre tipologie. I condotti in posizione orizzontale (chiamati canali da fumo) devono collegare adeguatamente il camino con il generatore di calore.

Il camino deve essere anche realizzato in materiali adatti a resistere nel tempo a tutte le possibili sollecitazioni meccaniche. In particolare, l’opera dev’essere resistente all’umidità (di classe W). Poi ci sono le regole più specifiche e stringenti, attraverso cui la normativa determina la sfruttabilità di un camino.

Per prima cosa l’opera deve avere un andamento verticale privo di strozzature lungo tutto il suo percorso. Poi deve presentare una camera di raccolta degli eventuali materiali solidi e delle condense. Deve altresì garantire la corretta fuoriuscita dei vapori di cottura in tutte le condizioni atmosferiche.

Un’altra norma importante da rispettare rimanda al fatto che il camino deve presentare almeno due cambiamenti di direzione. E con un angolo d’inclinazione non maggiore di 30°. Poi, nel caso di angoli con inclinazione maggiore di 30° ma inferiore di 45° è sempre necessario effettuare una verifica.

Dichiarazione di conformità del camino

Il camino deve essere distanziato da fonti di calore che potrebbero danneggiarlo. In più, deve sempre essere dotato di un comignolo, ovvero di un dispositivo posto alla sommità che impedisce la penetrazione della pioggia, della neve e di altri materiali. Tutte le giunture devono reggere la pressione indotta dal calore. 

Per poter controllare che il camino sia a norma serve dunque una verifica da parte di un professionista qualificato, in grado di rilasciare la necessaria dichiarazione di conformità. Nel caso in cui l’opera vada adeguata, è possibile di solito cavarsela con una spesa contenuta. Tenendo presente che l’installazione di un caminetto nuovo costa di solito dai 200 ai 600 euro (con uno o tre giorni di lavoro), la spesa complessiva di adeguamento dovrebbe rientrare sotto i 1.000 euro

Il grosso dei lavori riguarda la canna fumaria, con l’accessoria creazione del rivestimento in muratura o cartongesso. Poi ci sono i costi burocratici. L’integrazione o l’aggiornamento del camino richiede sempre un minimo di progettazione, ma senza la canna fumaria rispondente ai requisiti fondamentali imposti dalla legge è impossibile e rischioso usare il caminetto. Si rischiano sanzioni dai 500 ai 3.000 euro.

La multa non scatta subito: le autorità, dopo aver riscontrato che l’opera non è a norma, offrono di solito un periodo di 30 giorni per poter concedere al soggetto ispezionato di adeguare il camino agli standard richiesti.

Camini finti e termocamini

Negli ultimi anni sempre più Regioni italiane, specie quelle con aree densamente popolate e intensamente industrializzate, hanno introdotto maggiori restrizioni a livello locale al fine di diminuire le emissioni degli inquinanti più critici (PM10, biossido di azoto e ozono). Si tratta di rientrare nei valori limite fissati dalla direttiva europea 2008/50/CE.

Anche in questo senso un caminetto tradizionale richiede una predisposizione per lo smaltimento dei fumi che, per essere a norma, deve rispondere a delle caratteristiche precise. E i lavori diventano un po’ più complicati quando la predisposizione di camini esistenti si svolge negli edifici storici.

Una soluzione è convertirsi al caminetto moderno finto, ad alimentazione elettrica. Un simulatore di fiamma, senza canna fumaria, che può essere posato in qualsiasi punto della stanza e rivestito con qualunque materiale. Non è suggestivo come un vero caminetto, ma può funzionare come complemento d’arredo.

Infine è anche possibile riqualificare e mettere a norma un camino aperto utilizzando degli inserti per renderlo un sistema di riscaldamento ad alta efficienza (un cosiddetto termocamino). E per farlo si possono sfruttare anche degli incentivi statali. La spesa in questo caso è più alta, ma potrebbe valerne la pena.

L’altra strada, la più consigliata, è quella di trasformare un vecchio caminetto aperto in una camera di combustione. Così se ne aumenterà il rendimento dal 15 all’80% e rendendolo più sicuro per l’ambiente e la salute.

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