bonus mobili 2024

Tutte le novità 2024 per il Bonus mobili ed elettrodomestici

La Legge di Bilancio ha confermato il bonus mobili 2024, modificando i limiti di spesa. Scopri quando puoi richiederlo e mobili ed elettrodomestici inclusi.
05.03.2024 /
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Tra i Bonus edilizi riconfermati anche per il 2024 c’è il Bonus mobili ed elettrodomestici, detrazione fiscale riservata alle spese sostenute per comprare mobili e grandi elettrodomestici destinati a edifici sottoposti a lavori di ristrutturazione. La novità di quest’anno è un’ulteriore riduzione dell’importo massimo di spesa su cui viene calcolata l’agevolazione, che dagli anni scorsi ha visto una progressiva diminuzione. Scopriamo allora cosa prevede il Bonus mobili ed elettrodomestici 2024, chi ne ha diritto e i requisiti per accedervi.

Come funziona il Bonus mobili 2024?

Il Bonus mobili ed elettrodomestici fa parte dei Bonus edilizi 2024 e consiste in una detrazione del 50% sull’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) che viene ripartita in 10 rate annuali dello stesso importo. Parte della spesa sostenuta, quindi, viene restituita tramite uno “sconto” sulle tasse. Il Bonus è valido per le spese effettuate entro il 31 dicembre 2024 e, come anticipato, quest’anno la detrazione si calcola su un massimo di spesa inferiore, pari a 5 mila euro. Nel 2023, invece, il tetto massimo era di 8 mila euro, nel 2022 si attestava a 10.000 e nel 2021 a 16.000.

L’agevolazione si richiede indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi e spetta solo a chi realizza lavori di ristrutturazione edilizia (su edifici residenziali, sia singole unità sia parti comuni di edifici) rientranti nel cosiddetto Bonus Ristrutturazioni, che, come vedremo, devono aver avuto inizio entro determinate tempistiche.

I requisiti per accedere al Bonus mobili 2024

Un requisito importante per usufruire del Bonus mobili 2024 riguarda infatti la data di inizio degli interventi di ristrutturazione che deve essere antecedente rispetto all’acquisto dei beni per i quali si vuole usufruire del bonus. Nello specifico, le opere devono essere state avviate dopo il 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici in questione. Per provare la data di inizio si può fare riferimento a eventuali comunicazioni o abilitazioni, quando richieste, alla comunicazione preventiva all’ASL, se obbligatoria, oppure a una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà nei casi in cui non si è tenuti a fornire comunicazioni o titoli abitativi.

L’accesso al bonus può avvenire se i pagamenti sono stati fatti tramite bonifico, carta di debito o credito, mentre altre modalità di pagamento, come contanti o assegni bancari, non sono ammesse. Anche chi ha acquistato i beni con un finanziamento a rate può usufruirne, l’importante è che la realtà che ha concesso il finanziamento paghi il dovuto con gli stessi metodi di pagamento indicati e che il beneficiario dell’agevolazione conservi una copia della ricevuta del pagamento.

La documentazione necessaria

È fondamentale conservare una serie di documenti, nello specifico:

  • documenti che dimostrano il pagamento della spesa (ad esempio la ricevuta del bonifico o la ricevuta della transazione in caso di pagamenti fatti con carte di credito o di debito, l’addebito sul conto corrente);
  • le fatture di acquisto che riportano informazioni quali la natura, la quantità e la qualità dei beni e dei servizi comprati.

Per il Bonus mobili, nella causale del bonifico è possibile scrivere: “spese per arredi o elettrodomestici ai sensi dell art. 16, comma 2, DL 63/2013, convertito nella legge 90/2013”.

L’acquisto di alcuni elettrodomestici che rientrano nel bonus, inoltre, richiede la comunicazione a Enea, da fare seguendo le informazioni presenti sulla pagina dedicata sul sito di Enea.

Gli interventi edilizi necessari per usufruire del Bonus mobili 2024

Ecco quali sono i lavori che consentono di beneficiare del Bonus mobili: 

  • su singoli appartamenti, interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia;
  • opere di ricostruzione o ripristino di immobili che sono stati danneggiati a causa di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia che interessano interi fabbricati svolti da imprese di costruzione o ristrutturazione e da cooperative edilizie che vendono o assegnano l’immobile entro 18 mesi dalla fine dei lavori;
  • su parti comuni di edifici residenziali, interventi di manutenzione straordinaria, ordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. 

Il Bonus mobili 2024, invece, non è concesso per gli interventi di manutenzione ordinaria svolti su singoli appartamenti (come ad esempio la sostituzione degli infissi esterni, la tinteggiatura di soffitti e pareti o la sostituzione di pavimenti).

Si può chiedere il Bonus mobili 2024 senza ristrutturazione?

Il Bonus mobili, dunque, è strettamente connesso agli interventi di ristrutturazione, anche se, come abbiamo visto dall’elenco precedente, non deve trattarsi necessariamente di una ristrutturazione edilizia vera e propria e il lavoro può consistere anche in opere di minore entità

Tra quelle rientranti nella manutenzione straordinaria, ad esempio, possono dare diritto al beneficio l’installazione di ascensori e scale di sicurezza, la realizzazione di servizi igienici, ma anche interventi volti all’utilizzo di fonti rinnovabili, come l’installazione di una stufa a pellet, e la sostituzione della caldaia, purché vi sia un risparmio energetico rispetto alla situazione precedente.

Cosa è incluso nel Bonus mobili 2024

Il Bonus Mobili 2024 può essere utilizzato per acquistare mobili nuovi o grandi elettrodomestici nuovi. Per quanto riguarda i primi, tra i mobili che possono accedere al bonus ci sono, ad esempio, letti, armadi, materassi, sedie, cassettiere, credenze, apparecchi di illuminazione, mentre elementi come tende, tendaggi, porte e pavimentazioni non usufruiscono della detrazione. 

Passando ai grandi elettrodomestici, invece, la classe energetica che devono presentare cambia in base alla tipologia. In particolare, non deve essere inferiore:

  • alla classe A per i forni;
  • alla classe E per lavastoviglie, lavatrici e lavasciugatrici;
  • alla classe F per congelatori e frigoriferi.

Il bonus è applicabile anche ai grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica, ma solo se sono tipologie per le quali l’etichetta non è ancora obbligatoria. Inoltre, rientrano tra le spese agevolabili anche quelle sostenute per il trasporto e il montaggio, sempre che i pagamenti siano stati effettuati secondo le modalità richieste. 

In caso di lavori che interessano le parti comuni di edifici condominiali, i singoli condomini potranno usufruire del bonus solo per l’acquisto di arredi destinati alla zona in comune, quindi non potranno beneficiare dell’agevolazione per comprare mobili o elettrodomestici da mettere nella propria abitazione. 

È possibile usufruire due volte del Bonus mobili?

Se i lavori di recupero edilizio svolti sono la prosecuzione di quelli iniziati l’anno precedente, il limite massimo di spesa per utilizzare il bonus viene calcolato sottraendo le spese, per cui si è già usufruito della detrazione, sostenute l’anno precedente. Ciò significa che si potrà usare di nuovo l’agevolazione solo se la spesa tenuta l’anno prima non ha superato il massimale consentito. Chi effettua lavori su più unità immobiliari potrà avvalersi del bonus più volte perché la spesa massima è considerata su ogni unità immobiliare sottoposta a lavori di ristrutturazione. 

Per maggiori dettagli sul Bonus mobili ed elettrodomestici e tutti i requisiti necessari per richiederlo è possibile visitare la pagina dedicata dell’Agenzia delle Entrate.

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