manutenzione caldaia
20.09.2020 /

Manutenzione caldaia: quando farla, a chi spetta, sanzioni

Breve guida all’iter di revisione dell’impianto termico della propria abitazione

La manutenzione della caldaia è in molti casi un’incombenza di cui tendiamo a dimenticarci, non sempre si riesce a far eseguire in modo regolare e puntuale i necessari controlli e può capitare di perdere documenti, registri e bollini. Le informazioni in merito alle operazioni di revisione previste per legge sono inoltre in molti casi confuse e non sempre facili da memorizzare il che spesso genera confusione e rischia di farci incorrere in ritardi e dimenticanze che sono assolutamente da evitare innanzitutto per il corretto funzionamento della caldaia, ma anche per la sicurezza di chi abita dell’edificio e infine per la possibilità di incorrere in multe salate.

Ogni quanto va fatta la manutenzione della caldaia

Uno degli interrogativi più diffusi in merito alla manutenzione della caldaia è quello relativo alla scadenza dei controlli periodici obbligatori per legge. In realtà è impossibile dare una risposta univoca a questo quesito perché la frequenza delle revisioni dipende dal tipo di caldaia che si possiede e anche dalla regione in cui si abita. Le tempistiche di revisione di ogni apparecchio sono riportate nel libretto di utilizzo: l’azienda che installa il dispositivo è infatti obbligata a riportare in modo chiaro, per iscritto, le relative indicazioni, entrando anche nel dettaglio di quelle che sono le necessarie operazioni di manutenzione. Oltre alla manutenzione ordinaria c’è poi l’operazione nota come “controllo dei fumi” che costituisce una verifica a se stante. Tecnicamente definita controllo dell’efficienza energetica, consiste in un’ulteriore analisi da effettuare sul proprio impianto che viene di solito realizzata nel corso della manutenzione ordinaria, ma che ha scadenze diverse rispetto a quest’ultima. Il controllo dei fumi è richiesto normalmente ogni 2 oppure ogni 4 anni, a seconda delle caratteristiche della caldaia, pertanto se ad esempio la normale revisione prevede cadenza annuale non sarà obbligatorio, in occasione di ogni revisione, effettuare anche la verifica dell’efficienza energetica. Per entrambi i controlli il tecnico che li esegue è tenuto a rilasciare un report e, per la manutenzione ordinaria, dovrà anche aggiornare il libretto di impianto. La frequenza del controllo dei fumi va determinata in base a una tabella che è possibile consultare anche all’interno di un’utile guida realizzata sull’argomento da ministero dello Sviluppo Economico ed Enea.
Alle prescrizioni in essa contenute possono sovrapporsi tuttavia diverse disposizioni emanate dalla regione di appartenenza sulle quali è bene essere sempre aggiornati.

Manutenzione caldaia: a chi spetta e sanzioni

Far sì che sulla caldaia vengano regolarmente effettuate le necessarie operazioni di manutenzione è un obbligo che fa capo al responsabile dell’impianto che di norma è il proprietario dell’impianto stesso e quindi il titolare dell’immobile a cui questo fa riferimento. Ci sono tuttavia delle eccezioni che riguardano in particolare il caso di edifici ceduti in locazione per i quali il responsabile della caldaia è l’inquilino. Nel caso di impianti centralizzati il responsabile è invece l’amministratore di condominio mentre nel caso di edifici non appartenenti a persone fisiche il responsabile è il proprietario o l’amministratore delegato. Se il responsabile dell’impianto non provvede al controllo e alla manutenzione dello stesso secondo quando previsto dalla legge, rischia di incappare in multe che vanno dai 500 ai 3.000 euro.

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