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Italia Paese europeo con maggiore crescita del settore immobiliare

L’Italia è il Paese europeo nel quale, rispetto al PIL nazionale, il peso delle attività connesse al settore immobiliare è cresciuto maggiormente tra il 2013 e il 2017, con il +5,6%.
09.11.2018 /
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Dall’analisi di Scenari Immobiliari un’interessante fotografia del settore nei cinque principali Paesi europei

 

L’Italia è il Paese europeo nel quale, rispetto al PIL nazionale, il peso delle attività connesse al settore immobiliare è cresciuto maggiormente tra il 2013 e il 2017, con il +5,6%. È il dato principale che emerge dal quarto rapporto “I servizi immobiliari in Italia e in Europa”, realizzato da Scenari Immobiliari e pubblicato a fine ottobre. Dal rapporto si evince come il settore comprendente attività immobiliari, costruzioni e sviluppo immobiliare in Italia raggiunga, nel 2017, il 19% del Pil, superiore, seppur di poco, alla media dei cinque principali paesi europei (Regno Unito, Germania, Francia e Spagna), che è del 18,4%.

Il settore è cresciuto più della media del Vecchio Continente, nonostante il dato non esaltante relativo al solo segmento del mercato immobiliare (in costante ma lenta ripresa dopo la terribile crisi di dieci anni fa). Sono infatti gli altri segmenti (servizi, gestione, consulenza e intermediazione immobiliare) con il +4,5% combinato, a “trainare” il macro-settore a livello nazionale e a permettergli di raggiungere il già citato +5,6% di aumento nel quinquennio in oggetto.

A questo primato europeo relativo al peso del settore rispetto al Pil nazionale, fa da contrappeso però anche la frammentazione delle imprese, che, comprendendo anche il segmento delle costruzioni, raggiunge la media di 1,3 addetti per società, e anche questo è un primato, seppur non proprio positivo. Dando uno sguardo alle cinque nazioni principali oggetto dello studio, la crescita del 5,6% pone l’Italia in testa nel quinquennio 2013-2017, come già detto, seguita da Spagna (+5%), Francia (+4,4%) e Germania (+3,8%). Fanalino di coda, tra i 5 grandi paesi, il Regno Unito, con un incremento del 2% circa.

Sempre analizzando i cinque grandi Paesi, l’unica che ha un rapporto più basso tra peso delle diverse attività immobiliari e Pil totale è la Germania, che si attesta al 16,4%. Questa minore incidenza si spiega con la potenza che il paese motore dell’Europa ha negli altri settori economici. Nel Rapporto di Scenari Immobiliari si specifica poi quale sia anche l’ammontare economico dei servizi immobiliari paese per Paese, e qui iniziano le note meno felici per l’Italia. Se infatti il fatturato totale dei servizi immobiliari nei 5 paesi supera i 400 miliardi di euro, l’Italia è solamente quarta. A farla da padrone sono Regno Unito e Germania, che hanno entrambe un fatturato quasi triplo rispetto all’Italia. Al terzo posto la Francia, con il doppio del nostro fatturato. Peggio di noi solo la Spagna.

Parlando invece di fatturato medio per ogni singolo lavoratore del settore, si scopre che i colleghi tedeschi e francesi fatturano in media più del doppio dei professionisti italiani (290 mila euro in media in Germania, 285 mila in Francia, solo 130 mila euro in media in Italia). Dopo aver letto questi dati, è interessante anche soffermarsi sul numero totale di imprese che, in ognuna delle nazioni in oggetto, si occupa esclusivamente di servizi immobiliari. Il numero totale sfiora il milione (945 mila), con 1,76 milioni di lavoratori diretti e quasi 750 mila indiretti. Questa forza lavoro è distribuita in maniera differente nei singoli Paesi e, dato ancor più interessante, nelle varie tipologie di servizi offerti.

I due segmenti più omogenei nei 5 Paesi, e che sommati raggiungono quasi la metà del fatturato totale del settore “servizi immobiliari”, sono il property management e il facility management, mentre l’asset management, che copre quasi un quarto del fatturato, è più strutturato in Francia e Regno Unito. Sempre in Regno Unito, oltre che in Germania – non a caso i due Paesi con maggior presenza di società grandi e maggior diffusione di tecnologie all’avanguardia – è presente in misura massiccia anche il project management.

Nel nostro Paese, che non figura tra i leader nei segmenti dei servizi immobiliari succitati, rimane ancora molto forte la presenza degli intermediatori immobiliari, il cosiddetto settore agency. Quasi un quinto del fatturato totale in Italia, il 18% per la precisione, deriva da questa attività; non è un caso che in questa graduatoria l’Italia sia seconda, e che in testa ci sia la Spagna (l’altro paese con minor sviluppo di property, facility e asset management) con quasi il 25% del fatturato. Gli altri Paesi, che come visto sviluppano maggiormente gli altri segmenti, si attestano attorno al 10-14%, con la Germania addirittura al 6% sul totale del fatturato.

Il settore delle costruzioni è, al contrario degli altri segmenti, quello che risulta essere in contrazione nel quinquennio in tutti e cinque i Paesi analizzati nel rapporto. A fine 2017 la media è del 5% rispetto al Pil totale delle 5 nazioni. A questi numeri corrisponde, però, il dato numerico sulle aziende di costruzioni, oltre due milioni, e sul numero totale degli occupati nel settore, 7,8 milioni di lavoratori, ovvero il 5,9% della forza lavoro complessiva dei cinque Paesi. Un dato sicuramente non positivo, considerando, come appena detto, la contrazione continua di questo segmento del mercato.

 

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