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Istat: il 92% delle abitazioni in Italia è di proprietà delle famiglie

Più del 92% del patrimonio residenziale del nostro Paese è detenuto dalle famiglie e i prezzi delle abitazioni calano ininterrottamente dal 2012. Sono questi i due dati principali che emergono dal rapporto “La ricchezza non finanziaria in Italia”, pubblicato dall’Istat e relativo all’anno 2017.
15.02.2019 /
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Prezzi ancora in calo dal 2012 secondo i dati relativi del rapporto sulla ricchezza non finanziaria

Più del 92% del patrimonio residenziale del nostro Paese è detenuto dalle famiglie e i prezzi delle abitazioni calano ininterrottamente dal 2012. Sono questi i due dati principali che emergono dal rapporto “La ricchezza non finanziaria in Italia”, pubblicato dall’Istat e relativo all’anno 2017. Prima di entrare nel dettaglio, stabiliamo innanzitutto che cosa si intende quando si parla di “ricchezza non finanziaria”.

Secondo le indicazioni dell’Istat, la ricchezza non finanziaria “esprime il valore delle attività patrimoniali, materiali ed immateriali, detenute dai settori istituzionali delle Società non finanziarie, Società finanziarie, Amministrazioni pubbliche, Famiglie e Istituzioni Sociali Private senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (ISP)”. In questo caso specifico, l’Istat considera varie tipologie di attività non finanziarie, ovvero “abitazioni; immobili non residenziali; impianti, macchinari e armamenti (inclusi mezzi di trasporto, apparecchiature ICT); risorse biologiche coltivate; prodotti di proprietà intellettuale (in prevalenza, software e ricerca e sviluppo); scorte; terreni coltivati”.

Stabilito il campo d’azione dell’indagine, vediamo quali siano i dati più rilevanti che ne emergono e che riguardano il settore immobiliare. Innanzitutto nel 2017 il valore dello stock di tutte le attività non finanziarie sopra elencate e possedute da tutti i vari settori istituzionali in Italia ammonta a 9.505 miliardi di euro. Di questo stock l’84% è costituito da immobili, suddivisi in immobili residenziali (60% del totale delle attività non finanziare) e immobili non residenziali (il 24%). Il restante 16% è suddiviso tra beni di capitale fisso, attorno al 9%, scorte al 4% e terreni coltivati, attorno al 3%. Analizzando invece quali settori istituzionali detengano tale ricchezza, come detto nell’incipit di questo articolo, gli immobili residenziali sono di proprietà quasi esclusiva delle famiglie (e delle ISP, le Istituzioni Sociali Private), che nel 2017 ne detengono il 92,2%, di cui l’81% relativo a immobili destinati ad abitazione principale o a seconde case (soprattutto per le vacanze) e l’11% detenuto come modalità di investimento, soprattutto attraverso la locazione. Il restante 7,8%, cioè l’esigua fetta del totale delle abitazioni residenziali non in possesso di famiglie e ISP, è detenuta dalle società non finanziarie (6,1%), dalle amministrazioni pubbliche (1,5%), e dalle società finanziarie, che, nonostante il ruolo crescente dei fondi immobiliari, detengono solo lo 0,2%.

Ancora in calo i prezzi delle abitazioni

Anche in questo caso l’incipit dell’articolo ci ha introdotto il tema, ovvero la discesa continua dal 2012 dei prezzi delle abitazioni. Questo continuo calo dei prezzi ha portato ad una contrazione del valore medio degli immobili residenziali, tanto che il confronto tra il 2011 e il 2017 segna un calo vicino al 9% nel valore totale (-1,4% annuo in media). Ma una nota positiva c’è: nel 2017 la diminuzione del valore dei prezzi delle abitazioni è stata minore rispetto al 2016, scendendo dal -1,3% al -0,8%. Secondo gli analisti dell’Istat, questa leggera risalita, seppure in un contesto ancora negativo in termini generali, è dovuta alla ripresa del mercato residenziale.

Gli immobili non residenziali

Prima di concludere, qualche informazione rapida su questo settore che segna una contrazione anche nel 2017. Si tratta comunque di un settore molto diversificato che include immobili commerciali, uffici e altre tipologie di immobili. La contrazione segnalata dall’Istat riguarda il valore generale, sceso dell’1,9% nel 2017, quindi più o meno in media con la diminuzione annua che, nel periodo 2011-2017 è pari al -1,6%.
Analizzando la composizione di questo settore, oltre la metà degli immobili non residenziali, quasi il 55%, è detenuto dalle società non finanziarie, che detengono la maggior parte delle unità immobiliari di grandi dimensioni, mentre le famiglie, che ne posseggono circa il 30%, sono proprietarie soprattutto di immobili medio-piccoli, che sono relativi sia a piccole imprese, sia a uffici, studi e negozi di famiglie che li danno in locazione. L’amministrazione pubblica possiede circa l’11% degli immobili non residenziali e le società finanziarie superano il 4% e registrano una crescita, legata anche in questo caso all’incremento del patrimonio dei fondi immobiliari.

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