dati statistici notarili 2019
25.08.2020 /

Dati Statistici Notarili 2019: compravendite e mutui in crescita

La consueta pubblicazione annuale del Consiglio Nazionale del Notariato fotografa un mercato in continua espansione nel periodo appena precedente all’emergenza Covid-19

Nel 2019 c’è stato un incremento delle compravendite immobiliari pari al 4,7% rispetto al 2018, con il secondo semestre dell’anno in aumento rispetto al primo. La Lombardia continua ad essere la regione con più compravendite nel settore. Anche per quanto riguarda i mutui sono migliori i numeri del secondo semestre. Sono alcuni dei dati principali emersi dal “Rapporto Dati Statistici Notarili”, la pubblicazione curata dal Consiglio Nazionale del Notariato che raccoglie tutti gli atti di compravendita (non solo nel settore immobiliare) registrati da tutti i notai iscritti all’albo sul territorio italiano.
Riassumiamo i numeri più rilevanti emersi dal rapporto.

Compravendite di beni immobili

Nel 2019 si sono registrati 853.247 atti di compravendita di beni immobili (abitazioni, terreni, terreni agricoli, box auto ed altre tipologie di fabbricati) rispetto agli 815.460 dell’anno precedente, pari, come già detto, al +4,7%, segno del mercato in continua espansione. Va evidenziato, ovviamente, che i dati non risentono dell’inevitabile e brusca contrazione del settore dovuta all’emergenza legata al Covid-19. Come dicevamo in apertura, il secondo semestre ha fatto registrate un aumento di compravendite del 3,5% rispetto al primo semestre.
In generale, se consideriamo le compravendite di beni immobili di ogni genere (non solo a scopo abitativo) il 19,42% riguarda beni ubicati in Lombardia, la regione leader in questa speciale classifica (anche se i numeri sono in calo rispetto all’exploit dei due anni precedenti) seguita dal Veneto e dal Piemonte, entrambi intorno al 9,5%, e da Lazio ed Emilia-Romagna che si attestano sull’8,5% circa.
Guardando invece il rapporto tra compravendite e numero di abitanti di ogni regione, scopriamo che in testa ci sono regioni piccole o medie, come la Valle d’Aosta che è ultima per numero complessivo di compravendite, ma ha il rapporto più alto con 3.328 atti ogni 100.000 abitanti, seguita da Liguria (2639) e Friuli-Venezia Giulia (2596).
Osservando invece i dati dei due semestri si nota che è stato il Trentino-Alto Adige a segnare il cambio di rotta più marcato tra prima e seconda metà del 2019, con un aumento di atti di compravendita di beni immobili del +16,24%, seguito dall’Abruzzo (+12,17%) che continua a crescere esponenzialmente anche rispetto ai semestri del 2018 e 2017, forse a significare il definitivo superamento della crisi dovuta al sisma. Segno negativo, e atti in calo nel secondo semestre rispetto al primo, invece, per Lazio e Campania.
Nel Rapporto le compravendite sono poi suddivise anche per fasce d’età. È la fascia più giovane, quella tra i 18 e i 35 anni, a far registrare il maggior numero di acquisti di beni immobili, con il 26,7%, seguita dalla fascia 36-45 con il 25,3%, quella tra i 46 e i 55 anni con il 21,8% ed infine quella tra i 56 ed i 65 anni che ha effettuato il 14,8% degli atti di acquisto, ma è invece la fascia d’età che, di contro, vende il maggior numero di immobili. Gli immobili in Italia continuano ad essere principalmente venduti da privati, nella misura dell’87,45% nel secondo semestre del 2019, con il solo 12,55% restante che è venduto da imprese (in aumento comunque rispetto alla seconda metà del 2018 quando la percentuale era del 10,3%).

Agevolazioni prima casa

Interessante, come sempre, verificare quale sia la percentuale di immobili acquistati sui quali i neo-proprietari abbiano richiesto le agevolazioni “prima casa”. Nel corso del 2019, su un totale di 551.122 atti che hanno visto la compravendita di abitazioni, per 500.114 si è verificata la richiesta di accesso alle agevolazioni in questione, una percentuale superiore al 90%, a conferma di quanto avvenuto negli anni precedenti. È la fascia 18-35 anni a fare maggiormente uso di questi benefici fiscali (quasi il 35% dei casi totali).

Valore medio degli immobili

Nel secondo semestre 2019 il valore medio di un immobile oggetto di compravendita è di 110.000 euro, anche se quasi la metà degli atti (43,3%) riguarda immobili di valore massimo di 99.000 euro. La cifra media sale a 210.000 in caso di acquisto di prima casa da impresa e non da privati, mentre per gli immobili acquistati senza i benefici prima casa il valore medio è di 47.000 per acquisti da privati e di 145.000 da impresa, confermando il trend del costo maggiore degli edifici nuovi rispetto a quelli già esistenti.

Mutui

È un aumento leggero quello che si registra nel 2019 nel settore dei mutui, aumento che nel secondo settore ha i numeri migliori, con il +1,4% per i finanziamenti atti all’acquisto di abitazioni rispetto al primo semestre. Sono finanziamenti che in 3 casi su 4 riguardano importi inferiori ai 100.000 euro (41,2%) o tra i 100.000 ed i 150.000 euro (30,1%). La percentuale di acquisti di immobili effettuati attraverso il finanziamento è pari al 97%, dato pressoché stabile negli ultimi anni. Continua ad esser purtroppo presente, nei dati raccolti nel rapporto, la difficoltà di accesso ai mutui nelle regioni del Sud e nelle Isole, dove la capacità di accedere ai finanziamenti è praticamente dimezzata rispetto al resto del paese.
Per quanto riguarda la divisione tra i due semestri, i dati “spartiscono” i mutui erogati in misura praticamente uguale tra le due metà dell’anno. Ammonta a più di 63 miliardi di euro il capitale totale erogato dagli istituti di credito per finanziare mutui ipotecari nel corso di tutto il 2019 (una cifra in calo quasi del 3% rispetto al rapporto del 2018).
In calo anche le surroghe, pari all’8% della somma erogata, mentre nel 2018 la cifra di questa particolare operazione finanziaria raggiungeva il 10% del totale. I mutui ipotecari sono principalmente erogati a persone della fascia d’età compresa tra i 18 ed i 45 anni, ma all’interno di questa fascia è quella tra i 36 e i 45 anni ad avere il rapporto più alto con 1.623 mutui erogati ogni 100.000 cittadini compresi in questa fascia d’età, segno che conferma la necessità di avere una stabilità finanziaria dovuta ad una posizione lavorativa ed economica più consolidata e salda per accedere ai mutui ipotecari.

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