bonus caldaia 2023

Bonus caldaia 2023: incentivi e procedure

Come funzionano gli incentivi e i bonus caldaia nel 2023: le tre procedure chiave ancora attive per poter ottenere sconti e detrazioni
02.10.2023 /
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Ecco in che modo è possibile ottenere il bonus caldaia 2023. Per usufruire di detrazioni e agevolazioni bisogna riferirsi ad altre misure di incentivazione…

Tutti coloro che hanno necessità o voglia di sostituire il vecchio impianto con una caldaia più efficiente e sostenibile possono sfruttare vari bonus statali dedicati più o meno direttamente all’ammodernamento dei sistemi di riscaldamento.

La caldaia, strumento fondamentale per riscaldare gli ambienti domestici, fornire acqua a giusta temperatura ai termosifoni e poter aver accesso a risorse idriche sanitarie calde, è un impianto indispensabile ma spesso parecchio energivoro e inquinante. Le caldaie di nuova generazione (quelle a condensazione), sfruttando anche il calore dei fumi di combustione, rendono di più di quelle tradizionali, inquinano meno e comportano un risparmio in bolletta vicino al 30%.

Pur non essendo in vigore un vero e proprio bonus caldaia, nel 2023 è possibile riferirsi ad agevolazioni connesse all’Ecobonus, al Bonus ristrutturazioni e al vecchio Superbonus.

Coloro che acquistano impianti di climatizzazione invernale oppure dotati di caldaie a condensazione, di classe A o superiore, con contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, possono ottenere grazie all’Ecobonus una percentuale di sconto detraibile pari al 50%. Tale sconto può essere richiesto entro il 31 dicembre dell’anno prossimo (2024).

L’Ecobonus è attivo anche al 65%, ma solo per le spese di sostituzione di impianti esistenti con nuove caldaie dotate di sistemi di termoregolazione o domotica evoluti, di impianti di climatizzazione invernali con altri a pompa di calore e per l’installazione di impianti solari per la produzione di acqua calda sanitaria. Al momento, l’Ecobonus non prevede dei limiti di reddito per accedervi.

Bonus caldaia 2023: come ottenerlo e su che tipo di lavori

Un’altra possibilità riguarda il Superbonus al 90%. Tale incentivo può essere sfruttato solo se la sostituzione della vecchia caldaia avviene contestualmente a lavori edilizi di ammodernamento che possono comportare il miglioramento della classe energetica (di almeno due classi) di tutto l’immobile. Inoltre, è possibile richiedere il bonus solo per le prime case e redditi bassi, muovendosi entro il 31 ottobre 2023. Per le abitazioni unifamiliari, la proroga delle scadenze è stata invece concessa fino a dicembre 2023 solo in caso di quoziente familiare reddituale inferiore a 15.000 euro l’anno

Con la riduzione dell’aliquota del superbonus dal 110% al 90% e con l’inasprimento dei requisiti di accesso, non è dunque più così facile cambiare la caldaia a costo ridotto o vicino allo zero. Risparmiare, comunque, è ancora possibile, soprattutto nel contesto di una ristrutturazione della casa: sfruttando la detrazione al 50% si può far rientrare la sostituzione della caldaia nella manutenzione straordinaria. Rispetto all’Ecobonus c’è un vantaggio evidente: il Bonus ristrutturazioni è valido anche per la prima installazione senza spendere per sistemi di termoregolazione più evoluti.

Requisiti dell’immobile per accedere ai vari bonus

Tutti questi sconti e incentivi sono possibili solo a fronte di alcuni limiti normativi. Per tutto l’anno 2023 chi effettua lavori del genere ha innanzitutto l’obbligo di comunicare all’ENEA (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica (ai sensi della Legge 296/2006 – Ecobonus), o volti all’ottenimento del risparmio energetico o all’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili (ai sensi dell’art. 16-bis DPR 917/86 – Bonus casa).

Inoltre l’immobile deve rispettare i requisiti indicati dall’ENEA. I lavori vanno effettuati su un immobile esistente, cioè accatastato o con richiesta di accatastamento in corso. L’immobile deve altresì essere in regola con il pagamento di eventuali tributi e dotato di impianto di riscaldamento.

Riguardo l’Ecobonus, poi, bisogna inviare all’ENEA una comunicazione che descriva esattamente gli interventi che sono stati effettuati entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La scadenza limite per richiedere il bonus è quella del 31 dicembre 2024 e dopo tale data la percentuale di rimborso scenderà al 36%.

Va ricordato che, con il decreto del Governo del 16 febbraio 2023, non è più possibile sfruttare la cessione del credito di imposta per i nuovi lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica. In passato, con la cessione, il credito fiscale maturato con lo Stato poteva essere ceduto a un altro soggetto. Per esempio, a un istituto di credito o la ditta stessa che effettuava i lavori in cambio di un equivalente sconto in fattura. Dal 2023 la situazione torna invece a quella antecedente al 2021.

Perché sostituire le vecchie caldaie a gas

Oggi, quindi, il credito d’imposta può essere solo sfruttato in sede di dichiarazione dei redditi. Chi intende beneficiare delle detrazioni fiscali deve perciò avere sufficiente capienza fiscale per recuperare tutta la detrazione, altrimenti ne potrà recuperare solo una parte.

Sconti e incentivi fiscali favoriscono l’intenzione di sostituire la vecchia caldaia. Ovviamente, i modelli a condensazione, murali oppure a basamento, vengono proposti a sul mercato a prezzi maggiori rispetto a quelli tradizionali. Ma anche senza poter godere di agevolazioni passare a una caldaia di nuova generazione è sempre conveniente.

I nuovi apparecchi garantiscono prestazioni superiori e consentono di abbattere i consumi. L’incremento sul fronte dell’efficienza termica si traduce sempre in un risparmio sulle bollette periodiche del gas. Inoltre assicura benefici sul comfort abitativo (garantisce massima sicurezza, prestazioni ottimali e facilità d’uso). In ottica futura, presto l’UE potrebbe introdurre normative più stringenti sull’uso delle caldaie. Dal 2025 scatterà già il divieto di installazione di caldaie a gas per le nuove costruzioni e per gli immobili in ristrutturazione. Cambiare, dunque, conviene.

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